Che nella Pubblica Amministrazione vi siano i “favoriti”, è cosa risaputa.

Che alcuni di questi “tutelati” siano sostanzialmente degli incompetenti, collocati, in assenza di titoli o meriti, in posizione “superiore”, è palese.

Che alcuni “raccomandati” arrivino anche in posizioni gerarchiche apicali, è arcinoto.

Ma questi “protetti” che percentuale di diffusione hanno nelle Pubbliche Amministrazioni?

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Res Publica Observatory – 7 opinion number – 2013 marzo 17

Anno Terzo – Mariangela Fittizio– mail: cosapubblica@libero.it

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L’Emilia Romagna, è risaputo, è una regione “dormiente”. Lo conferma il fatto che dopo i terremoti del maggio scorso, le aziende non hanno ancora visto il “becco di un quattrino”, mentre sui media vengono riportati presunti rimborsi che, però a tutt’oggi, nessuno ha ancora avuto in mano.

L’Emilia Romagna  è una grande famiglia, ed il presidente della giunta regionale – Vasco Errani – ha connaturato un elevato senso della parentela. Infatti, si è prodigato ad erogare un milione di euro al fratello Giovanni, sapendo di doverne rispondere in tribunale.

La Procura della Repubblica di Bologna ha ricorso in appello contro l’assoluzione di Vasco Errani (in concorso con Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini, erano stati ritenuti estranei dal gip Giangiacomo dalle accuse), in quanto doveva astenersi da qualunque intervento riguardasse la pratica di suo fratello Giovanni, e non lo fece. Anzi istigò la dirigente degli Affari legislativi della Regione Filomena Terzini a coprire le irregolarità commesse da suo fratello pur di preservare la propria immagine pubblica.

L’azienda ospedaliera di Ferrara, ha fatto una convenzione con una giovane architetto di Bologna, Anna Ricciarelli (all’epoca del primo incarico aveva 34 anni), impegnandola per ben due giorni alla settimana, con un compenso di un milione di euro in dieci anni. All’inizio per farsi conoscere bisogna accontentarsi.

a nessuno è venuto il dubbio che la sanità si trovi in queste condizioni a causa dello sperpero di denaro pubblico?

È risaputo che quando si parla di spese legali, l’Azienda Ospedaliera di Ferrara, non è seconda a nessuno. Per due sole consulenze legali, sono state pagati ad un avvocato bolognese € 444.983,39. Fortunatamente il legale si è accontentato!

Pensate se avesse mandato una parcella di 2milioni di euro più cara?

L’avvocato dirigente dell’azienda ospedaliera di Ferrara, viene ritenuta non sufficientemente competente per una costituzione di parte civile (vedi delibera). Lo stesso avvocato ha deliberato che l’ospedale deve pagare la sua iscrizione all’albo degli avvocati. Alla faccia del conflitto di interesse (vedi delibera).

Sono fortunati i professionisti che lavorano esclusivamente per una pubblica amministrazione. Infatti, per esercitare la professione sarebbero tenuti a pagare annualmente la tassa di iscrizione all’albo professionale. Mentre sono gli enti a farsi carico di questa spesa che altrimenti graverebbe sui singoli (medici, ingegneri, architetti, tecnici di radiologia, infermieri, biologi, ecc.).

Dopo ampia ed impegnativa ricerca, NON abbiamo trovato un solo “raccomandato” in tutta la regione, quindi NON esistono!

Cordiali saluti.

Mariangela Fittizio

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