Un’assicurazione sanitaria integrativa pagata con denaro pubblico è un favore indebito

i cittadini devono aspettare anche un anno e mezzo per indagini specialistiche

un dipendente della Regione può farla col turbo e col rimborso

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Res Publica Observatory – 5 opinion number – 2013 gennaio 29

Anno Terzo – Mariangela Fittizio – mail: cosapubblica@libero.it

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L’assistenza sanitaria è un diritto sociale come lo è l’esercizio del voto; un ambito in cui i cittadini si sentono alla pari degli altri. Una polizza assicurativa per una sanità integrativa pagata dalla collettività non è un diritto, ma un privilegio indebito.

Nell’Emilia Romagna di Vasco Errani, l’amministrazione regionale ha garantito per anni polizze sanitarie integrative a tutti i dipendenti. La Corte dei Conti ha condannato questo tipo di convenzioni (sentenza n. 149 del 2012 della sezione Emilia Romagna).

E’ una pratica illegittima per la quale gli amministratori di molti comuni italiani e un’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona (Asp) di Bologna sono stati sanzionati dalla Corte dei Conti a risarcire interamente il danno per colpa grave.

La Regione ha fatto un accordo decentrato con i sindacati, ma quell’accordo è illegittimo, come ripete la Corte dei Conti. Il denaro pubblico è prelevato dal bilancio della Regione. Quasi 3 milioni di euro in circa 7 anni sono stati spesi per “regalare” prestazioni sanitarie integrative ai dipendenti (vedi quanto pubblicato dal quotidiano nazionale on-line Affari Italiani).

È evidente che i dipendenti della regione non hanno alcuna responsabilità nell’utilizzare uno strumento che è stato messo a loro disposizione dall’istituzione regionale. Qualunque cittadino potendo lo avrebbe fatto … e qui sta la discriminazione in quanto ai comuni mortali è concesso l’utilizzo del solo lacunoso Servizio Sanitario Nazionale.

La copertura assicurativa  può includere anche i parenti prossimi del dipendente

Una normale cittadina per una mammografia oppure un TAC retinica deve aspettare anche 18 mesi, mentre una dipendente della Regione la può fare subito grazie alla sua polizza. Una specie di paradiso sanitario.

I dipendenti della Regione Emilia Romagna, pagando un centinaio di euro, hanno potuto avere una polizza sanitaria privata con una copertura alta di rimborso e per un ampio spettro di prestazioni sanitarie. Per malattia e per infortunio vengono indennizzati piccoli e grandi interventi, ricoveri, ingessature, convalescenze, malattie oncologiche, trasporto e assistenza al malato, consulenze, servizi speciali extraricovero, trapianti di qualsiasi organo e molto altro ancora.

Ad esempio si va da un massimale di 2000 euro per il trasporto in ambulanza o aereo ad un massimale annuo di rimborso da 200mila euro per il ricovero, oppure 55 euro al giorno per un ingessatura per massimo 30 giorni.

L’ultima gara che ha fatto la Regione per istituire le polizze attraverso il sistema Intercent-er è stata pubblicata a marzo 2011 e ha previsto una spesa biennale di 1.080.000 euro a carico del bilancio regionale per circa 3000 dipendenti. E polizze di questo tipo risultano stipulate dalla Regione sin dal 2006.

intanto il sistema sanitario regionale registra un buco di 260 milioni di euro

Il direttore di Intercent-ER (Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici istituita dalla Regione Emilia-Romagna) Anna Fiorenza, nell’atto dirigenziale del 21 giugno 2010, rinnova la convenzione con “Assicurazioni Generali spa” per l’assistenza sanitaria integrativa ai circa 3000 dipendenti della regione, e ai 150 dipendenti di Ergo ( Azienda regionale per il diritto agli studi superiori). Dal numero di interventi effettuati nell’anno 2009 sembra che l’assicurazione contraente la convenzione abbia guadagnato 75mila euro.

Siamo in un periodo di tagli e crisi economica ed il sistema sanitario regionale registra un buco di 260 milioni di euro. Infatti è con i nostri soldi che la Regione Emilia Romagna stipula polizze sanitarie integrative per i suoi dipendenti mentre i cittadini di serie B fanno la fila e pagano il doppio: per se stessi e per il bilancio della Regione.

Cordialità dall’indignata Mariangela Fittizio.

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