Sprechi e privazioni: due facce della stessa medaglia

Al cittadino si chiedono sacrifici, ma quando si assegnano incarichi professionali o consulenze … è tempo di vacche grasse

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Osservatorio Cosa Pubblica – Opinione n. 4 – 16 gennaio 2013

Anno Terzo – Mariangela Fittizio – mail: cosapubblica@libero.it

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Pochi giorni fa avevamo divulgato lo spreco di pubblico denaro da parte della regione Emilia Romagna che nell’anno 2012 aveva stanziato 3 milioni di euro per spese legali esterne (Delibera 796/2012).

La regione, diabolicamente perseverando, ha assegnato altri 2 milioni di euro per consulenze (atto regione E-R).

Questi 5 milioni di euro perché non sono stati convertiti in servizi per la collettività?

Il D.L. 24.1.2012 n. 1 convertito con modificazioni nella Legge 24.3.2012 n. 27, relativo a nuove disposizioni sui compensi per le prestazioni professionali denominato «liberalizzazione delle professioni» ha introdotto l’obbligatorietà di procedure da parte delle pubbliche amministrazioni per selezionare i professionisti a cui affidare servizi, compresi gli avvocati. Il decreto stabilisce che la redazione del preventivo è un obbligo deontologico del professionista, la cui inottemperanza costituisce illecito disciplinare.

Il decreto 1/2012 agisce su due direttrici:

1)     abroga tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime;

2)     introduce l’obbligo per tutti i professionisti di concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta.

Il professionista è obbligato nei confronti di ciascun cliente privato a presentare un preventivo scritto.

A maggior ragione ciò deve valere per la pubblica amministrazione.

La trasparenza dei provvedimenti della Pubblica Amministrazione deve sempre essere effettiva. Tutti i rapporti contrattuali con gli enti pubblici debbono essere regolamentati in forma scritta a pena di nullità. E’ infatti un obbligo per la Pubblica Amministrazione garantire la concreta possibilità di comprendere facilmente e compiutamente il senso e le motivazioni delle disposizioni di spesa per indurre il pubblico amministratore a fornire adeguate motivazioni in merito alle spese sostenute.

all’azzeccagarbugli una costosissima parcella vuoi pagare …

il preventivo di spesa non deve fare

Come il professionista ha l’obbligo deontologico di fornire il preventivo, doverosamente l’amministrazione pubblica deve acquisire più di un preventivo e impostare un criterio concorrenziale, applicando le procedure comunque semplificate previste, per adempiere ai compiti di economicità, imparzialità e trasparenza.

Notule e parcelle liquidate e pagate più di un appartamento

L’abolizione delle tariffe e il vincolo del preventivo, interrompe definitivamente la consuetudine della «fiduciarietà» come unico requisito utile all’affidamento degli incarichi professionali, soprattutto quelli ad avvocati.

L’obbligo della comunicazione anticipata della spesa da parte del professionista induce le amministrazioni a considerare l’aspetto economico tra gli elementi fondamentali per la scelta dell’esperto.

Il decreto liberalizzazioni non consente più ai dirigenti pubblici di assegnare gli incarichi direttamente “intuitu personae” ai liberi professionisti.

La sanità è in continua logica emergenziale. I costi per il mantenimento del S.S.N. sono arrivati al 50% del PIL. I servizi diminuiscono e la qualità delle prestazioni erogate è sempre più scadente. La strada da intraprendere è obbligata: «guerra ai ladri di sanità».

Quante decine di milioni di euro sono state spese dalle Aziende Sanitarie della regione Emilia Romagna per incarichi fiduciari a professionisti esterni?

Perché invece di sperperare pubblico denaro, non sono stati fatti investimenti per servizi migliori e maggiori prestazioni in favore dei cittadini?

mentre le amministrazioni dell’Emilia Romagna sperperano …

ERRANI diminuisce gli ospedali, le prestazioni ed i farmaci

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Nel nostro blog pubblichiamo i due documenti richiamati.

Cordialità.

Mariangela Fittizio

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